Therese Pace

....Trains of Thought

Poesie ...

1.   Quadro alpino

2.   In tal brughier terreno

3.   Angioletto

4.   Anima flebile

5.   Tu

6.   E` l'ora promessa al travaglio

7.   Sogni di vita

8.   Trilogia

9.   Uomini del cantiere

10. Missili viventi

11. Nell'oblio adoloscente

12. Fata

13. Avanzi Di Un Padre

14. Rupi

Quadro alpino

Alba radiosa

intorno ai grattacieli di cristallo.

Lame d’oro tagliano le vette

che veglian sulle valli;

il bianco fitto

del buon bitto adorna le taverne,

una miscela dei buon vini stagionati

nelle cantine vecchie

a tanti scalinati,

contorna le bistecche ai pisellini.

Vita assai lenta…

e profumo di polenta…

e gioventù già spenta

in conservazione sdensa

dell’umanità intensa.

 

 

In tal brughier terreno ...

In

In tal brughier terreno dei paraggi a spini

mi trovo di passaggio….

 

fatico in lento viaggio

verso l’infinità celeste di canti cherubini….

 

aspetto l’apertura di frontiera

per l’esodo umano verso eterna primavera….

 

trascorro un soggiorno assai breve

per niente lieve….

 

per alienarmi nell’attesa fomentale

recito una commedia essenziale….

 

provvedo per cementar mia essenza

nell’infinito spazio del mio credo….

 

e questa terra intermediaria  si offuscherà in passato

nel gaio aleggiar eterno dell’oblato.

 

 

Angioletto

come ti dona lo stemma dell’ospizio!

una margherita coccolata in palmo

come per aggiustare la rottura

 

Con occhi d’angioletto

Sorvegli spensierata il mondo

che conosci  malapena

 

come se fossi Iddio

mi prendi per mano, m’accogli

priva dello spavento

pregna di sincerità assoluta

 

caloroso l’abbraccio che sai dare

senza pretendere nulla in cambio

eccetto il cibo tuo diritto

e lo smalto d’unghie unica esigenza

 

nel tuo tenero sguardo

spiccano amore, serenità e sicurezza

i fondali dell’ezistenza umana

che spesso mi trovo a mancarmi…

 

niente pretese o aspettative surreali

o seminate zizzanie dentro te

soltanto un mare di fragilità

e profumi di candore

 

M’annienti colomba troncata nel volo!

t’invidio il sottile messaggio vitale

che soltanto tu e Dio mi sapete dare….

 

 

Anima flebile

Anima flebile porto dentro la carcassa

spinta da logorato impeto…..

 

come fiamma  nel corrente dimenando impazzita

crea penombre, spreca il suo valore……

 

sono un ballo arrugginito dell’essere umano

sforzato dal principio…..

 

rubacchio quell’ ossigeno essenziale

che sfugge all’appassita voglia

come sabbia fra le dita…..

 

da cristiana gioisco a malapena

dell'attesa indefinita...

 

da mortale, cerco di allontanar tutt’ora

l’ultima mia dimora…..

temendo dietro l’angolo…

ogni istante del dì… l’omega della vita….

 

 

Tu

Al traguardo

di una primavera

vissuta troppo in fretta

 

Un’evoluzione senza tregua

Inesausta

Da uomo a strauomo

Tra nascita e morte

 

Una vecchia storia mia

Ancora titillante

 

Un angelo con ali di velluto

Frugando tra macerie inseppellite

Di una verginella

 

Un manoscritto aperto

Firmato da  mia mano promettente

Lasciata nell’oblio indifferente

Per amore.

 

Un tenero tranello

Concepito e intrecciato

con un unico sguardo

 

Ed io un vecchio  forte vento

domato e trattenuto.

E` l'ora promessa al travaglio

Albeggiar a filigrana.

Scaglie d’argento pennellano il risveglio;

portali velati dall’ombra vagante

si scoprino all’istante;

al lampadario sonnolente

manca lo sguardo di luce potente;

fiumicini di vapore fiatale

disegnano le finestre del locale;

un furtivo pizzicato da quaglia  

nascosta nell’erbaggio

rappresenta l’appendio di vestaglia;

come un serpente

escono i paraggi dal guscio notturno.

 

 

 

D’opale l’immenso firmamento!

Ma all’improvviso

s’accende una spilla focosa

in oro e splendore

e prende calore;

il mattino scrolla il languore,

l’aria si veste d’incenso del fiore

e s’innalza l’influsso d’odore

a lento spessore;

il mondo riprende vigore;

s’incomincia il ballo dell’ape,

il bacio di farfalla,

l’impegno, il rumore.

 

È l’ora promessa al travaglio.

Sogni di vita

Ogni respiro è vita!

 

ogni vita è lento cammino

d’affiancati malinconia e lietezza

sbilanciando l’esistenza….

 

Ogni vita è una complessa storia

Tratta dall’interminabile libro del destino,

Ombra che ti rincorre ….

 

Ogni storia ha un rammarico

Che sia grande o piccolo,

esperienza dalla quale, lottando, s’impara,

nella quale s’irida la forza del recupero….

 

Da ogni cuore sboccia l’insaziabile sogno

anteprima dell’avverar o meno

bacchettando d’incanto la quotidianità

ringiovanendo il diminuendo battito del torpore…

 

se i sogni avessero ali

svolazzeremmo tutti come farfalline!!!!

Trilogia

Ti penso

come l’incontro giusto

con l’affinità;

antidoto alla desolazione;                                                                                                     

come l’idilliaco lago

dove posso

stralavarmi a capriccio;

 

come torrida bufera

di spumante stuzzicante

l’oasi dell’assetata anima;

 

come  bussola  tenace,

conducente

verso il  paradiso terrestre.

 

 

Ti vedo

come socio nel mio futuro

spazzatore dell’io;

dolce rovina della verginità;

 

come l’assaggio del dessert

a una cenetta per due

a lumi di candela,

 

come fata bacchettata d’incanto

in una fiaba Andersoniana

letta al capezzale d’un bambino.

 

 

Ti sento

come soffio esaltante di vento lieve

invadendo le fessure del mio essere

con ali d’angelo,

 

come l’afrodisiaco

nel gelsomino vergine

seducendomi l’aria;

 

come richiamo spirituale

bussando alla porta ingenua

della mia gioventù.

 

 

Uomini del cantiere

Camminano sicuri,

belli abbronzati,

sguardo obliquo,

schietti, pelosi e tatuati.

 

Amanti del baccano

e del piacere;

pancia affluente e portafoglio in mano.

 

Dietro le spalle

piccole scappatelle

sbiasimate.

 

La loro arte popolare

l’interminabile domare

 

A casa

tengono donnine

pronte a coccolare.

 

 

Missili viventi

Tutto un fermo immagine

nel colmo dell’aspetto visionario:

terra, mare, firmamento;

eterea sensazione

dell’occhio del Maestro Omnipotente

in fiera osservazione del compiuto.

 

Poi, nell’alto, spontaneo

movimento di squadriglia in piumino.

 

Missili viventi le sule alabastrine

tagliando le onde bambine

in improvviso agguato;

micidiali razzi

giungendo il bersaglio all’insaputa

in verticale caduta,

ali e artigli chiusi

in precisa e calcolata schiantata

quasi dea;

infallibile la missione per preda in apnea.

 

Grande la loro gioia avventuriera

che suscita pelle d’oca….

telescopici gli occhi maligni

del nato predatore….

 

Arte è il sovvrastare,

goder e far tremare,

turbar senza peccare,

sopravvivere è beccare.

 

E Dio vede e tace con gran disinvoltura,

senza batter ciglio,

perché così s’adopera

la legge cruda della madre natura.

 

 

Nell'oblio adoloscente

Tra i nubi del mistero affascinante

che Dio fa di donna,

son sepolti i sentieri proibiti

cavati nel buio profondo

della dormente magma

del vulcano umano,

in culla all’oblio adoloscente,

prigionieri del debutto

che non sa già di smarrimento,

chiusi a chiave

dietro un cancello a fiabe

che porta al paradiso.

 

Sboccia d’improvviso l’incanto

dall’infantile petto

ed io,

labirinti di gioia

farò di essi

in piena primavera,

teneri bozzoli

tremuli di folgorante vita.

 

 

Fata

Sono una fata buona

nata per i dormienti

da dove passo lascio il mio segno 

 

Magia spargo ovunque

su maturi ed esordienti

per cancellar disdegno

 

Cerco socchiuse porte

discreta entro nei templi oculenti,

io ballo, mesmerizzo, regno.

 

 

 

 

AVANZI DI UN PADRE

 

bisbigli di un inconveniente,

d’ingombro, di rottame d’umanità

mi giungono lungo il corridoio

indebolito del cosciente

 

residui d’un padre

parlano di sfregio, di svergogna,

di giogo che un bastone della vecchiaia

mi schiocca addosso

 

inerzia che mi smantella le ali

mi empe di vuoto,

ossame  mie crescendo fioritura e fogliame

sui ramoscelli altrui

 

echi girovaghe di autorità paterna

portata via dalla marea in discesa,

di cavallo

che dimentica come ribellarsi

perché il tempo lo addomestica

 

figli di cartapesta

 samaritani di quattro soldi

indifferenti mi sfiorano

alienati dallo squarciagolar di piazza affari

 

ingratitudini negano

eterne affezioni perdonano

fragili emozioni chiedono

bisogni e diritti

rammentano chi ero…chi ancora sono.

 

                              RUPI   

 

 

Ruvida, corposa maestà.

Petti di roccia straziata,  

               indomata come i pelosi toraci maschili

a ciocche di capelli inanellati

 

fette di crepe e fessure condannate all’eremo

calpestate da indulgi di venti ululanti;

rifugi dei falchi, dei fantasmi notturni,

degli echi dei fischi e le loquele dei canti

 

falde di pietra calcarea

dal tempo formata e deformata

vittima dei mari trasgressori, giumente di schiuma,

lor furia svuotando sbattendosi incontro

 

                           timido s’innalza il mio sguardo

                           verso le rupi cerei

                           ripidi come i torelli selvaggi nelle gare rodei ;    

                           m’inchino davanti come se fossero dei...

 

dalla loro cruda altezza, su indugiante stagione,

su vele e palombari, vallate e villaggi,

tramonti sanguigni e albe rosee

tranquilli vegliano.

 

Il sole li sfavilla

gli elementi l’erodono…

l’uomo folle li confonde col trampolino!